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Cacciatori di storie: a Vado Ligure l’ultimo appuntamento di Intorno

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I luoghi come custodi della storia di una città: domenica 17 febbraio Vado Ligure accoglie Museo Senior per l’ultimo appuntamento di Intorno, accompagnando i partecipanti alla scoperta di piccoli pezzi di un passato ai più sconosciuto.

La collina di San Genesio

Il viaggio comincia a San Genesio, il colle alle spalle di Vado dove sorge una cappella che probabilmente fu un monastero benedettino femminile. Ad accompagnare i presenti nel cammino Pierangelo Brunasso, custode delle chiavi della cappella e esperto di questi luoghi.

Pierangelo apre le porte di questa speciale cappella, di cui le prime notizie si hanno intorno al 1100, anche se probabilmente la sua storia è ancora più antica. Costruita in origine con una navata, nel Settecento sono stati fatti diversi interventi tra cui l’aggiunta di una seconda navata, probabilmente utilizzando i resti dell’antico convento. Una particolarità quasi unica quella delle due navate: Pierangelo ci racconta come in Liguria ci siano solo poche cappelle con questa caratteristica. Tra queste anche quella di San Michele a Noli, di cui sono rimasti solo i resti, che fu anche sosta del Cammino di Santiago. Una caratteristica che sembra avere in comune con la cappella di San Genesio, come racconta Pierangelo:

“Il secondo altare, quello della seconda navata, è dedicato ai santi Bartolomeo e Giacomo. Proprio la presenza di San Giacomo ci rimanda alla tradizione del Cammino di Santiago, ma fino a qualche anno fa non avevamo nessun documento che potesse avvalorare questa tesi. Poi negli anni 2000 ricevo una telefonata: mi viene chiesto se la chiesa fosse una delle soste di passaggio del cammino. Rispondo di no, che non avevo nulla di concreto per pensare che fosse così, ma che c’era questo altare con San Giacomo e che forse significava qualcosa. Passa del tempo e durante alcuni lavori di restauro gli operai trovano delle conchiglie: scaviamo e recuperiamo tante conchiglie, alcune delle quali forate. È la nostra prova: le conchiglie forate sono il simbolo dei pellegrini, che le portavano al collo durante il cammino. Non le ho mai mostrate a nessuno e le voglio mostrare a voi in anteprima”.

Il gruppo si riunisce attorno a Pierangelo, per ammirare questo unico reperto storico. Ma c’è una cosa che balza subito agli occhi:

“Ma come! Tutta questa sapienza e lei gira con le conchiglie nella scatola del tiramisù!”

Tanti sorrisi, che si trasformano in altrettante domande per approfondire questa particolare e sconosciuta storia della cappella di San Genesio. Nei racconti emerge anche la storia della Tomba del Re: alcuni resti di forma rettangolare di un castello, legato ai marchesi Del Carretto. Si decide di fare una passeggiata nel bosco per vederli e scoprire un altro pezzo di storia di Vado Ligure sconosciuta ai più.

La Baia dei Pirati: una lezione di archeologia subacquea

Finita la visita a San Genesio, tutti in macchina per raggiungere Porto Vado e in particolare la Baia dei Pirati, dove ad aspettare il gruppo c’è Edoardo Riccardi, archeologo subacqueo dalla grande personalità. Qui il dott. Riccardi mostra con una serie di antiche diapositive come la rada di Vado sia stata nei secoli porto estremamente vivace e frequentato: tantissimi infatti i reperti archeologici ritrovati nel fondale, risalenti fino al Medioevo.

Il dott. Riccardi si sofferma in particolare sui tanti ritrovamenti di ceramica: dalle anfore alle maioliche, dai piatti fino alle pipe, la ceramica è stata una dei materiali più fortemente utilizzati per il trasporto delle merci.

La curiosità di scoprire di più sugli oggetti custoditi dal mare nasce nel 1975, quando un sommozzatore professionista trovò un anforotto spagnolo del Seicento che serviva per trasportare le olive. Insieme a quello, si trovano anche frammenti di ceramica veneziana del Seicento e frammenti di ceramica ligure del Cinquecento. È da quel momento che parte la voglia di controllare meglio i fondali:

“Abbiamo trovato ceramiche di tutti i tipi, provenienti da tutto il mondo”

Pezzi considerati “spazzatura” per chi li buttava in mare perché non servivano più.

“Sapete cos’è l’archeologia? È la scienza che studia la spazzatura, che rimane tale per i primi 10 anni, dopo 50 anni diventa un bene antiquario e dopo 500 anni diventa un bene inestimabile”.

Dall’arte antica a quella moderna, con i tanti quadri esposti di Ornella Scarrone e Walter Cicerone che catapultano i partecipanti nel borgo di Porto Vado. il borgo era un unicum terra-mare: la spiaggia dove i pescatori tiravano le barche e le reti per rivendere il pescato della notte era proprio davanti alle loro case. Oggi la Piazzetta Cialet è stata completamente restaurata e valorizzata, grazie anche alla decorazione artistica che campeggia sul muro che divide la piazza dalla via Aurelia. La “Piazzetta degli Artisti”, com’è conosciuta oggi, accoglie diverse piastrelle ceramiche realizzate dai partecipanti del laboratorio creativo di ceramica di Laura Romano. Nell’ammirare queste bellissime opere, i nostri Senior leggono alcuni ricordi degli abitanti del borgo, commuovendo i presenti.

>> Scarica il file dei ricordi 

È proprio in questo contesto autentico che prende vita l’atelier degli artisti Walter Cicerone e Ornella Scarrone. Gli artisti, compagni di vita e di lavoro da oltre 20 anni, ci hanno raccontato come la loro arte abbia l’obiettivo di superare le barriere sociali, cronologiche e spaziali e al tempo stesso ci hanno aperto il loro cuore, raccontandoci il dolore e la sofferenza che hanno caratterizzato la loro vita, sentimenti che si ritrovano nella loro arte. Sacrifici che continuano a fare: dopo tanti anni in Piazzetta Cialet, oggi si ritrovano senza un atelier: ad ospitare le loro opere i tanti amici di Porto Vado e tra questi anche il Sea Art Hotel, che custodisce gelosamente l’autoritratto dei due artisti.

Il pomeriggio si conclude con la classica merenda e uno speciale pensiero dei nostri Senior, che per questa occasione si improvvisano poeti scrivendo queste bellissime filastrocche: 

 

>> Guarda tutte le foto di questa visita Intorno – 17 febbraio 2019

Intorno è parte di Storie in Ceramica, un’iniziativa composta da una mostra diffusa e partecipata e da un ciclo di incontri e passeggiate per riscoprire la tradizione ceramica con nuovi sguardi e nuove voci.